—Per me, no!
—Si dicono tante cose senza aver coscienza di dire una falsità!
Tremavo, intimidito dal suo sguardo glaciale, con un senso di ribellione e di furore in fondo al petto. Così devono tremare i leoni e le tigri sotto il fascino della domatrice che li percuote con lo scudiscio e li fa rannicchiare in un angolo della gabbia di ferro.
—Sentite!—esclamai—Mi avete attratto da lontano, per via di una forza misteriosa. Non pensavo affatto di venire qui. Un impulso improvviso mi suggerì: Va' a Firenze! E sono venuto e vi ho veduta lo stesso giorno del mio arrivo, quasi fossi accorso apposta per voi. Sono rimasto qui unicamente per voi…. Rompete l'incanto; liberatemi! Siete una maga?
L'amavo e la odiavo. Mi sentivo in piena balìa di costei, e n'ero felice e avevo paura….
Ma è vero che io abbia avuto quest'altra conversazione con lei?… In certi momenti mi sembra che io sia soltanto rimasto lunghe ore nella camera del mio albergo a fantasticare questi incontri, queste conversazioni, compiacendomi di creare le avventure di un romanzo possibile, dopo che il portoncino di via Enrico Poggi si era chiuso dietro a lei, ed ella era sparita e non avevo potuto rivederla.
Non è incredibile? Eppure è così. Ma il resto? Sono dunque vissuto nove mesi in continuo sogno, in continua allucinazione?…. Se sapeste quel che provo qui alla fronte, e alla tempia! Una stretta, fiere trafitture!… Non sono già pazzo, dottore?…. Ditemelo…. No: me lo direte all'ultimo, e tenterete di guarirmi…. O mi ammazzerò…. Non può durare a questo modo!
Non dovrei dubitare; è assurdo. Si possono fantasticare alcuni fatti, intensamente, secondo il desiderio dell'istante, pensando:—Oh, se avvenisse così e così!—e credere per un momento che il desiderio vivissimo si fosse mutato in realtà…. Crederlo a lungo però, agire in conseguenza dell'avvenimento fantasticato e goderne e soffrirne e sentirne così sconvolta la vita, quasi tra esso e la realtà non ci fosse stato intervallo nè contraddizione…. è anche più assurdo!
Non posso sospettare che io non l'abbia riveduta alle Cascine, in carrozza, con un bell'uomo che le parlava calorosamente, gesticolando, ridendo…. Che cosa le raccontava? Ella stava ad ascoltarlo quasi sdraiata, con la faccia rivolta verso di lui, stupita di quel che udiva; si scorgeva dagli occhi intenti e dai lievi accenni del capo.
Si fermarono un minuto davanti al monumento del principe indiano; e fu così che io potei osservarla bene e notare che il pallore del mio volto e il fosco lampeggiare dei miei sguardi avevano attirato la sua attenzione. Perchè anche questa volta ella finse di non riconoscermi? Perchè anche questa volta io secondai la sua finzione?