— Parole sconclusionate. — Sì!... No!... Basta! — Non si capisce nulla. Mai un nome, mai!

Don Pietro passava lunghe ore nella cameretta della figlia, attendendo che si addormentasse e che parlasse. Compare Giammona gli aveva detto che i malati, se sognano, sono veggenti. Se poi parlano nel sonno... Il difficile è interpretar bene quel che dicono; ma con un po' di buona volontà e di studio...

Perciò don Pietro stava come in agguato, seduto a piè dei lettino dove Matilde smaniava, voltandosi e rivoltandosi da un fianco all'altro, o rimaneva immobile sotto le coperte, con gli occhi chiusi, facendo sentire appena l'ansimare del suo respiro.

Il dott. Cassisi veniva due volte al giorno, impassibile, e si grattava il mento col gesto caratteristico con cui soleva significare che era poco contento di un malato. Non ordinava niente; lasciava che la malattia facesse il suo corso. Strana malattia! Sì un po' di febbre, un po' di anemia, un po' di alterazione nella circolazione del sangue e quindi nelle funzioni del cuore; ma come? ma perchè? E siccome il dottor Cassisi non credeva alla volgare stupidaggine — egli diceva — dell'anima, non poteva ammettere che il male provenisse da essa. E quando donna Michela gli accennò timidamente, sottovoce... il sospetto suo e del cognato don Vito, il dottore cessò di grattarsi il mento e con la sua brutale sincerità disse alla malata:

— Ho scritto una santa ricetta; medicina infallibile: Recipe, un bel tocco di marito!... Sei contenta?

Uno scoppio di singhiozzi e di pianto fu la risposta di Matilde.

E da quel giorno diè un tracollo.

Don Pietro, sopraffatto dalla pietà per la figlia, in certi momenti, dimenticava che stava seduto, ore e ore, là a piè del lettino, per sorprenderle nel sonno qualche parola. Come il respiro di lei si faceva più tranquillo, più uguale, egli si rizzava da sedere, si chinava cautamente su lei, stava in orecchio, trattenendo il fiato. E a ogni sillaba, a ogni parola da lei mormorata, dava uno sbalzo, attendendo un motto rivelatore, una breve frase che egli avrebbe tradotti, lì per lì, in numeri, senza consultare il Libro dei Sogni; ormai lo sapeva a memoria!

Matilde si agitava, mugolava parole inintelligibili, si destava di soprassalto; e allora lui:

— Hai fatto un brutto sogno?