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Fu appunto in una di quelle terribili giornate di angoscia che gli scappò detto al Rocchi:
— Non ne posso più! O sono un imbecille o sono un pazzo!
Il Rocchi, che gli voleva veramente bene, allora si credette in dovere d'insistere. E quando potè strappargli, a poco a poco, una mezza confessione, lo prese per le mani, e guardandolo negli occhi, gli disse:
— Ma è possibile che tu sia fanciullo fino a questo punto? E la filosofia a che giova dunque? Non capisco perchè Coscia ti debba sembrare cognome indecente. E tutti i Bocca, i Bracci, i Nasi, i Denti, i Gamba, i Panza, dei quali è popolato lo Stato civile? Hai dimenticato quel nostro collega di Università che si chiamava... No, no! Con quel cognome, quantunque un po' modificato, una signora avrebbe dovuto arrossire di sentirsi nominata... Eppure... Via! via! Io credo che la tua Divina, se non è una sciocca, se è ancora libera... — Sì? tanto meglio! — dovrà dichiararsi felice di poter chiamarsi Coscia; siine certo, fanciullo mio!
Alberto sentiva lo sbalordimento dì chi vien destato improvvisamente nel meglio del sonno e di un sogno. La semplice ipotesi espressa dal Rocchi, che la Divina potesse adattarsi a quel cognome, gli annebbiava nella mente la bionda figura snella, dagli occhi sognanti!
Rocchi poi fu più feroce riguardo alla rinunzia della eredità.
— Caro mio, l'amore, l'Ideale, ne convengo, sono bellissime cose, ma ti lasciano morire di fame, se non hai altro con cui rimediare. L'amore, disgraziatamente, non è eterno; l'Ideale si trasforma, tramonta, e non somiglia al sole che rispunta la mattina dopo. Se la filosofia non insegna questo, che... filosofia è? Il can barbone del tuo professore, quello ah! la sa lunga. Filosofo su la cattedra, nei libri — ne ha scritti? Non lo so; — ma nella vita è uomo pratico. Impara dunque da lui. Credi a me; non c'è donna al mondo che valga trecentomila lire, quando esse sono tutto quel che un galantuomo possiede. E poi, l'Ideale te lo sei goduto cinque anni; dovresti già esserne sazio; sei ingordo, intendi? Come sono contento di aver potuto finalmente penetrare il mistero! Ma sai che sei stato davvero a tocca e non tocca con la pazzia? Ora, lesto, richiesta, fidanzamento, nozze... con fulminea rapidità! Figùrati se quelli della Congregazione non stanno con tanto d'occhi aperti, contano i giorni, le ore, i minuti! Mi ero profferto, ma riconosco che non sono l'uomo più adatto per un messaggio matrimoniale. Il tuo avvocato è persona savia, garbata; quel che ci vuole. E non aver quest'aria sbalordita! O scendo giù, nella via, prendo per la mano la prima signorina che passa, e te la conduco qui: Ecco tua moglie!
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— E se accetta... di chiamarsi...? E se non accetta?