— E' inutile.
— Dovranno godersi il tuo patrimonio gli assassini? Hai lavorato tanto! E' una infamia!
— Non se lo godranno. Vedi? Questo è il mio ultimo testamento. L'amico a cui era affidato è morto due giorni dopo di me. Sono andato a riprenderlo dalla cassetta dove stava riposto. Vuoi leggerlo?
Il foglio di carta, spiegato, si agitava nell'aria quasi la mano che lo porgeva stentasse a sostenerlo.
— Non importa!
Lanuzza cominciava ad avere paura di trovarsi faccia a faccia col fantasma del suo amico.
— Andrò a rimetterlo dov'era. Lo ritroveranno.
— Ma... spiegami, come mai tanta tolleranza da parte tua?
— Dovevo scontare. Quel che ho sofferto nessuno lo saprà mai.
— Scontare che?