La delusione fu grande. Don Ciccio, dopo questa gran prova, attese inutilmente, tante nottate, che l'amico Natale venisse a dargli qualche schiarimento.
E ogni volta che raccontava il suo veridico sogno, soleva aggiungere:
— Anche i morti sbagliano! Sbagliano tutti! E dire che se non mancava la firma, a quest'ora la vedova e il suo ganzo non riderebbero alle spalle dell'assassinato! La giustizia di questo mondo va così; e — soggiungeva a bassa voce — anche quella dell'altro, a quel che pare!
ARME RITORTA
Non lo poteva soffrire... indovinate perchè? Per la estrema gentilezza delle sue maniere. A ogni suo atto, a ogni sua parola, a ogni suo gesto bisognava dirgli: Grazie! Grazie! Sorridergli, stringergli la mano... Ed era, per Rocco Biagi, un'oppressione, un soffocamento!
Non già che egli fosse duro di cuore, incapace di apprezzare un favore, una cortesia; lo irritava l'eccesso. E Bortolo Giani — bisogna riconoscerlo — eccedeva.
Rocco glielo diceva a modo suo, con tono di voce tra serio e scherzoso:
— Tu dovresti apprendere a fare qualche piccola sgarberia, per intermezzo, per dar più valore e sapore alla squisitezza dei tuoi modi. Una grossa sgarberia non guasterebbe. Anzi! Anzi!