— Che avresti pagato un occhio....
— E' un modo di dire.
— Lo so. Ed io, per caso, ho trovato, senza che tu sia costretto.... a pagarlo un occhio. Ecco qua!
Ogni volta così. Rocco Biagi si sentiva annichilito davanti a tanta cortesia.
Gli altri compagni di ufficio ne abusavano: — Giani, scusa.... questo! Giani, scusa, quello! — Giani era diventato il servitore di tutti, ma lo faceva così volentieri, ma sembrava così deliziato di poter rendere un servigio, che quasi sarebbe parso villania risparmiarlo. Ne abusavano e ne ridevano tra loro. Qualcuno aveva tentato anche di sfruttarlo; ma su questo punto dei quattrini, Bortolo Giani trovava sempre modo di scusarsi, specialmente se la somma richiesta superava le dieci lire. E la scusa era sua moglie.
— Quella benedetta donna!... Mi fa i conti addosso! Non posso disporre di venti lire a modo mio!
— Ribèllati! Infine sono sangue tuo!
— Ribèllati! Ci vuol poco a dirlo. E la pace domestica?... Quella benedetta donna!
E ripetendo queste ultime parole pareva masticasse tossico.
Tutti ne convenivano: Giani aveva una bella moglie; quasi non se la meritava.... Ma quella benedetta donna doveva esser tutt'altro che benedetta nella intimità della casa.