Giani, sospettavano, n'era forse geloso. Sospettavano di gelosia anche lei. Probabilmente, quella che Giani chiamava la pace domestica era proprio il contrario. Li spiavano, tutte le domeniche, quando i due coniugi facevano la passeggiata pel Corso, per via Nazionale, o stavano seduti a un tavolino davanti a un caffè, sorbendo una bibita, prendendo un gelato, scambiando poche parole, quasi non avessero niente da comunicarsi.
I colleghi passavano, salutavano e non osavano di accostarsi con qualche pretesto, tanto l'aspetto serio, rigido della signora sembrava poco incoraggiante. E neppur Giani faceva un gesto, nè diceva una parola di cortesia. Marito e moglie mostravano evidentemente di non voler essere disturbati nel godimento di quella intimità al cospetto di tutti.
Perciò, una domenica, i colleghi furono molto maravigliati d'incontrare per via Nazionale Rocco Biagi che dava il braccio alla signora Giani, e di vederli poi seduti a un tavolino, sul marciapiede; la signora e Rocco intenti a prendere uno schiumone identico, di pistacchio, e Giani che sorseggiava deliziosamente un gran bicchiere di birra, uno scioppe, egli diceva.
Che cosa era avvenuto?
Soltanto questo. Giani aveva fatto a Rocco Biagi una gentilezza tale... che lo aveva proprio messo fuori della grazia di Dio. Strano tipo quel Biagi! Un altro avrebbe dimostrato all'amico tutta la sua immensa gratitudine; non si trova a ogni piè sospinto chi, zitto zitto, senza di esserne richiesto, va a pagare alla Banca una nostra cambiale sul punto di essere protestata.
Biagi si era lasciato cogliere alla sprovveduta. Non si trattava di somma enorme; ma accade anche a un banchiere di non avere qualche volta in cassa poche centinaia di lire. Se non che il banchiere sa dove andare a trovarle, e lui, Biagi, aveva fatto quattro inutili tentativi per cavarsi d'impaccio. Da due giorni, era di tristissimo umore. Giani gli si aggirava attorno, senza avere il coraggio di domandargli.
— Che hai? Ti senti male?
Attendeva una confidenza.
Biagi, che paventava l'assalto di una cortesia, restava muto, imbronciato, al tavolino, masticando la punta del sigaro che gli si era spento fra le labbra.
Giani gli vide cavar di tasca una busta gialla con intestazione stampata, e poi estrarre dalla busta un fogliolino stampato anch'esso; un avviso di pagamento bancario; non c'era da ingannarsi... Ah! Per questo il povero Biagi era impensierito, agitato.... Ma come dirgli: