Ha scancellato fittamente; credo che aveva scritto: le pene più atroci e che non gli fosse sembrato di aver detto abbastanza.

«E' un'infamia! Perchè ci è stato messo nel cuore questo assurdo bisogno dell'esclusivo possesso della persona amata? L'amore è l'attimo, l'istante.... Ah! Ragiono bene! E intanto mi preparo a smentirmi col fatto.

«Non lo nego: ella mi aveva confessato tutto. Prima che io la conoscessi, era stata di parecchi. Aveva abbandonato, l'avevano abbandonata, brutalmente. Con certe donne noi non ci crediamo obbligati neppure ad essere persone educate, non dico indulgenti. La colpa era stata un po' sua; molto di altri che l'avevano stimata cosa, non creatura umana. Così la perversione si era insinuata nel suo cuore, nel suo carattere. Credevo di essere arrivato a scancellarne ogni traccia. Eh, sì! La donna è un abisso senza fondo.

«Non ne potevo più. Il sospetto finalmente era diventato certezza! Eppure osavo ancora di lusingarmi.

«Ho pensato sempre che la donna che tradisce è un rettile sozzo — anche l'uomo, s'intende; non voglio accordarmi privilegi. Bisogna schiacciarli col piede. Ma quando si ama! Il terribile è appunto questo: quando si ama!... —

«Lidia doveva credersi sicura di non poter essere non che scoperta, sospettata. Era allegra; canticchiava, diceva cose buffe delle quali rideva anche prima di metterle fuori; non si accorgeva del mutamento avvenuto in me, da qualche giorno. Che significava? Che non glie ne importava niente.

«Ieri le dissi a bruciapelo:

« — Tu mi tradisci!

« — Ti tradisco? — rispose. — Faccio quel che mi pare. Non sono una schiava.

«E siccome io le sbarravo gli occhi in viso, quasi atterrito di tanta spudoratezza, soggiunse: