— Scapolo?

— Impenitente!

— Donnaiolo come prima?

— Si fa quel che si può. Tu devi avere due o tre figli.

— Nemmeno uno, per fortuna!

— Se avessi moglie non direi così. Muoviamoci; accompagnami.

Peretti esitò un istante: fece una lieve spallucciata visto che sua moglie s'era immobilizzata in quel negozio di modista, e prese il braccio di Ramaglia per dimostrargli la vivissima gioia di averlo incontrato.

Erano amici d'infanzia, educati nello stesso collegio; poi, sempre insieme, all'Università di Pisa... Laureati nello stesso anno, uno in Lettere, l'altro in Legge; e ora Peretti era segretario di seconda classe al Ministero della Pubblica Istruzione; Ramaglia non so che cosa alla Banca d'Italia.

— Le lauree ci son servite bene! — disse Ramaglia, ricordando quelli ch'egli chiamava i bei tempi! — Mah! Tu avresti potuto farti nominare professore, ora che hai le mani in pasta.

— Sto meglio dove sono. Che t'immagini?