Scesero per via Nazionale, infilarono il corso Vittorio Emanuele, rievocando allegramente il passato, tornarono indietro, sempre discorrendo come due scolari in vacanza.

— Domenica, vieni a far penitenza da me: ti presenterò a mia moglie. Trovati davanti al portone del Ministero alle dodici precise. Ti piacciono tuttora i gnocchi?

— Più di prima! — fece Ramaglia, ridendo.

***

La signora Letizia era molto seccata di quell'invito a desinare, specialmente di quei gnocchi che non le sembravano piatto delicato da offrire a uno che veniva per la prima volta in casa loro.

La curiosità di conoscere quest'intimo amico, di cui suo marito le intronava gli orecchi da due giorni, l'aveva fatta affacciare alla finestra, dietro le persiane di quel secondo piano di via Sardegna dove essi abitavano.

— Oh, Dio! — ella esclamò, portando una mano al cuore.

Suo marito, in pieno sole, era apparso in capo alla via accompagnato da... Le pareva impossibile! Aveva creduto a un'allucinazione! Ma che! Era proprio lui! E parlavano tranquillamente, ridendo... forse di lei che aveva preso sul serio la corrispondenza privata Tre garofani!

Fece lo sforzo di ricomporsi; e, alla scampanellata, del marito, corse a rifugiarsi in camera per velare con un po' di cipria rosea il pallore che si sentiva sul volto.

Vedendola apparire su la soglia dell'uscio del salotto, Ramaglia era rimasto interdetto. Gli balenò in mente l'assurdo sospetto di un tranello, ma si rassicurò sùbito, vedendo con quale affettuoso sorriso Peretti lo presentava alla moglie: