— Sissignore! Col camice da confratello!

E Nino, al lume del mozzicone di torcia accesa da don Giuseppe su un piccolo candelabro della sagrestia, indossava il camice e la mantellina rossa; ma sopra di esso infilava il giubbone di panno, foderato di lana verde, col cappuccio, per garantirsi dal freddo di quella nottata di marzo, che era proprio di quello che penetra fin il corno del bue!

Appena l'orologio della chiesa finì di sonare i cento colpi — din! don! — delle due ore di notte. Nino si mise alla testa della banda, tirando il laccio che pendeva dal manico della campanella infiorata: 'Ntio! 'Ntio! 'Ntio!

Si udiva per le vie il grande scalpitio degli scarponi dei contadini che seguivano la banda, e il picchiare dei loro bastoni sul selciato, quasi per battere la solfa, e, di tratto in tratto, le grida:

— Viva la Misericordia di Dio!

Maria aveva dovuto fingere di andare a letto dopo che la campanella era passata per la via, tornando indietro. Tendeva l'orecchio per convincersi che il padre e la sorella fossero nel primo sonno; e non osava di accendere il lume, di mettere i piedi a terra, con le sole calze, per non fare il minimo rumore. Nel gran silenzio della notte, le arrivava, ora sì, ora no, il lontano 'Ntio! 'Ntio! della campanella, la voce di Nino, le pareva, che si raccomandava: Tienti pronta; tra un'ora sarò costì!

Tra un'ora! Oh, per amore di lui si sarebbe buttata viva nel fuoco. Ma quella fuga diventava per lei qualcosa di peggio. Lei stessa aveva terrore che, all'ultimo momento, non le venissero meno la forza e il coraggio....

Ed ecco — mettevano i brividi, quasi lanciassero per l'aria un malaugurio — ecco i cento colpi dell'orologio — din! don! — che suonavano la mezzanotte dal campanile della Matrice. Arrivavano da lontano, fiochi, lenti... non finivano più. Tra mezz'ora, tra un quarto d'ora, Nino avrebbe lasciato gli altri nella taverna di Scatà... L'avrebbe condotta da una parente di lui, e sarebbe tornato a riprendere il giro con la campanella e la banda, fino all'alba, come se niente fosse stato!

Nella casa e nella via silenzio profondo.

Acceso il lume, preparò il fagottino, infilò le scarpe, si buttò addosso lo scialle, e si sedette accosto alla finestra socchiusa, soffocando i singhiozzi con un fazzoletto, col cuore in tumulto, trasalendo a ogni piccolo rumore.