— Non dev'essere così!... Non voglio che sia così!... Quel segreto mi uccide!

Si era fermato ad ascoltare. Dalla via saliva un rumore confuso di evviva misto al suono della banda cittadina che soffiava quasi rabbiosamente l'inno reale.

— Tanto peggio per la morta!

E prima ch'ella potesse impedirglielo, Gabriele era corso all'armadio, aveva afferrato il mucchio delle lettere ancora aperte e sgualcite come vi erano state calcate in fretta e furia quella mattina, e, stringendosele al petto con tutte e due le mani, le versava sul marmo della finestra, di lato, per poter spalancare metà della vetrata e buttar giù tra la folla che passava plaudente per la via il segreto che lo uccideva.

— Non devo saperlo io solo che tu sei innocente! Devono saperlo anche gli altri...

E si opponeva agli sforzi di Dora; le strappava di mano quei fogli ch'ella tentava di sottrarre, e li sparpagliava fuori, per l'aria, ripetendo:

— Tanto peggio per la morta! Tanto peggio per la morta!

E aveva negli occhi la feroce gioia di un folle.

SANGUEDOLCE