— Niente. Lo avete visto: è mancato poco che mio nipote non si ammazzasse. Vuol dire... che c'è la volontà di Dio!

E portò la lieta risposta.

Da quel giorno in poi però Sanguedolce parve diventato un altro. Aveva detto al nipote:

— Non voglio mescolarmi di niente; fa' tu, a modo tuo, disponi tu. Tu sei padrone del tuo e del mio. Da oggi in poi, per questi ultimi pochi mesi, non voglio più essere tutore. Alle faccende di campagna baderò io. Tu fa lo zitu[4].

Luciano era così felice che non si accorgeva della grande amarezza che c'era nelle parole e nel tono della voce di suo zio. Non si accorgeva dell'aria trasognata del povero vecchio, che gesticolava e borbottava senza far capire che cosa gli passasse pel capo; e pareva che cascasse dalle nuvole se qualcuno gli domandava:

— Che avete, zi' Sanguedolce?

— Che volete che abbia? La vecchiaia che trascino.

Infatti pareva invecchiato tutt'a una volta. Prima, aveva il motto allegro, la barzelletta pronta. Durante la mietitura o l'abbachiatura delle olive, durante la vendemmia, zi' Sanguedolce rallegrava gli uomini e le raccoglitrici con certe sue storielle maliziose che facevano sbellicar dalle risa. Ora, o stava muto, con gli occhi fissi, sbalorditi, quasi vedesse chi sa che brutte cose, o scoteva il capo e borbottava parole inintelligibili di risposta a qualcuno che lo interrogasse non visto.

Si cominciò a spargere la voce che a zi' Sanguedolce avesse dato di volta il cervello. Il canonico Spano, incontrato Luciano gli disse:

— Tu hai la testa alla zita, e non ti curi di tuo zio. E' venuto da me questa mattina. Mi ha fatto pietà. — Che abbiamo, compare Sanguedolce? Non vi dispiaccia se vi chiamo così. — Abbiamo... che quando c'è la volontà di Dio è inutile opporsi; avviene quel che deve avvenire... E' vero, signor canonico? — Certamente, compare. — Anche nelle cose storte, è vero, signor canonico? — Non sono storte, se Dio le permette; sembrano storte a noi. — Sarà!... Sarà!... Ma io dico che sono storte. Stiamo a vedere, fino all'ultimo... Ci penserà lui a rimediare... Ero venuto per confessarmi. Stiamo a vedere! — A vedere che cosa? — Parlava come se le parole gli uscissero di bocca senza che egli comprendesse quel che diceva. Mi ha fatto pietà.