Così era accaduto che Collini aveva spesso creduto suo dovere di prendere le difese di lei.
— Leziosa? Ma se è di una semplicità straordinaria!
— Voluta, ricercata; per questo mi dà ai nervi. E poi, quell'aria di rassegnata, di vittima!... Oh! certamente Tonghi con le sue manie, con le sue meticolosità di ordine e di pulizia, non è tale da render felice una donna; ma, d'altra parte, vedersi davanti, da mattina a sera, quel viso da funerale, deve essere così nell'intimità; — noi vediamo la rappresentazione, la parata — è cosa da far perdere la pazienza anche a un santo.
— Viso da funerale? Io non ho visto un viso più sorridente, più lieto!
— Sorridente con quella specie di ghigno che le contrae le labbra?
— Vuol dire che i nostri occhi vedono diversamente. Sei invidiabile. Per me, invece...
E Collini, una sera, uscendo di casa Tonghi dopo il solito desinare, credendo di confidarsi con uno che non avrebbe mai potuto essere un rivale, gli aveva rivelato le sue pene di cuore.
— Povero Collini! Ti compiango. Quella donna è un pezzo di ghiaccio.
— Spero di scioglierlo, un giorno o l'altro...
— Amor che a nullo amato amar perdona! Cose che si dicono in versi, perchè in prosa, con rispetto di Dante, farebbero ridere i polli. Lascia andare! Mancano belle e compiacenti donne in questo mondo? E poi, te lo avverto, Tonghi non è un marito comodo.