— E... rispondimi sinceramente: che preferiresti? Allontanarti di nuovo da me, oppure...?
— Saperla innocente, mamma mia! Come non lo capisci? Ora il maligno incantesimo è rotto... Verremmo da te tutti e due: è tua figlia anch'essa, poichè è mia moglie. Meglio, verresti tu con noi; in casa nostra c'è posto anche per te; saresti tu la padrona; saresti adorata...
— Come l'ami! — esclamò la signora Giuditta che, intanto che suo figlio parlava, non aveva cessato un istante di fare con la testa e con una mano vivi segni di diniego.
— Se colei fosse colpevole — continuava — io ti perderei peggio d'ora. Così, posso almeno lusingarmi che tu sei felice.... anche senza di me.... Una madre sa rassegnarsi a questo: io mi ci sono quasi abituata... Ma se colei fosse davvero colpevole, tu forse diventeresti assassino; forse... la tua vita...! Hai fatto male a venire qui. Pretendi che io ti dica: — Ammazzala! Fatti ammazzare?... — Sii felice a modo tuo! Perchè sei tu venuto!
— Per sapere, mamma! Tu non puoi ingannarmi, tu non sei capace di calunniare una persona quantunque essa ti sia odiosa. Tu sei la mia mamma!...
La signora Giuditta si rizzò dalla seggiola e si coperse il volto con le mani; singhiozzava:
— Va', va': Non so niente!... Non mi sono mai occupata di quella donna... Perchè avrei dovuto occuparmene? Era cosa tua: dovevi badarci tu....
Angelo smaniava, si torceva le dita. E tornava a supplicare:
— Parla! Parla! Non voglio credere agli altri. Se tu mi dici... Dio! Dio! Sembra che tu ti diverta a torturarmi!
— Tu, tu mi torturi!... Non so niente! E quando penso a quel che faresti, se io fossi nel caso di risponderti: — Sì, colei ti tradisce! — mi sento abbrividire.