E vi si squarci, nel soffiar, la guancia!
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Ulula dalle viscere, o tempesta!
Sgorgate, o fuochi! Scroscia, o pioggia! Voi
O venti, tuoni, o folgori, o procelle,
Voi non siete mie figlie!... Io non vi accuso
Di crudeltà.
Oh, io rivedevo, a riprese, al bagliore dei lampi, quella tragica figura di vecchio errante per la landa, nel buio, sotto la pioggia scrosciante, coi capelli e la gran barba grondanti e agitati dal vento; e udivo quella sua voce disperata e maledicente, che il rumore dei tuoni non arrivava a coprire, che risonava più terribile di essi e mi empiva di terrore e m'inchiodava così spaventato sulla seggiola da togliermi addirittura il coraggio di alzarmi e di andare di là quando la vecchia serva venne a chiamarmi per la cena.
Ora la stagione è bella, mite, e le sere sono deliziose e le notti piene d'incanto. Dai boschetti del fondo della vallata sale appena il lento scroscio del ruscello; e, tosto che le ombre della sera si addensano laggiù, gli usignuoli riprendono i loro trilli, e le melodiche volate si diffondono attorno e salgono fino alla terrazza, con note profumate di ciclamini che fanno fantasticare e sognare. Che pace immensa! Che serenità soave! La mia solitudine si popola di ricordi, di visioni, di romanticherie.... Non ridete: anche la romanticheria è nella natura dell'animo nostro: l'espressione, benchè dispregiativa, non mi ripugna. Ed è per questo che io non v'invidio niente, nè la vostra grande città, nè il vostro divino mare, nè la società, nè i teatri; sì, niente. Ho deciso di vivere, di terminar di vivere a questo modo, sognando, fantasticando; e, arrivata l'ora di andarmene a quello che chiamiamo l'altro mondo, mi parrà di entrarvi più naturalmente, senza stacco, senza salto: mezzo ci sono di già.
L'altro mondo! È la mia vivissima curiosità. Esiste? Non esiste? Confesso francamente di non saperne nulla. Se non esiste, mi sento anticipatamente rassegnato a dormire per tutta l'eternità. Se esiste, ne avrò un gran piacere. La vita è una bella cosa quaggiù con tutti i suoi guai: sarà anche una bella cosa di là, con tutti i guai che potranno probabilmente turbarla. Sognar, forse! ha detto Amleto. Leviamo via quel forse, immaginiamoci che sarà proprio così; ed eccomi già morto anche prima di morire, perchè io non faccio altro: sognare: ad occhi chiusi o ad occhi aperti non vuol dir nulla.