— Molto; ma...

— Sono gelosa, Fausto!

— Di chi?

— Della madre e della figlia; mi hanno parlato dì te come due innamorate... Sono gelosa!

Fausto, buttato il cappello sul letto, si mise a sedere su la seggiola che stava in mezzo alla camera, tra lui e la signora Ghedini. Gli balenava negli occhi il dispetto di sentirsi scoperto in fallo. Abbassò la testa, mordendosi le labbra, e balbettò:

— Debbo pure trovar da vivere!

— Voglio essere io la tua vita, vita dello spirito e del corpo! — esclamò la signora Paolina.

— No. Sarei un vile, se da te accettassi qualcosa oltre il tuo amore; no! no!

— T'amo così, nobile e altiero. Ah, se tu compissi la Venere infernale! — ella soggiunse dopo breve pausa, posandogli una mano su la spalla e accarezzandogli la testa con l'altra. — Io vorrei soltanto anticiparti un sussidio come potrebbe fare un impresario, un editore...

— No.