Egli, invece, avrebbe voluto essere invidiato, o vedere almeno che qualcuno tentasse di insidiargli il possesso di quel cuore che palpitava, e la prima volta, soltanto per lui, povero e ignorato maestrucolo! Avrebbe voluto far sapere a tutti che, ora, scaldato da quel fuoco, ora mostrerebbe intera la potenza del suo ingegno musicale.

— Vedranno! Vedranno!

E questo sentimento gli raggiava negli occhi, gli traspariva dall'aria del viso e di tutta la persona, la mattina che il dottor Anguilleri l'aveva incontrato al Pincio e gli aveva lanciato quell' — Ebbene? — graditissimo. Fausto, non sapendo contenersi, s'era sgravato il cuore, velando però molte particolarità, inventandone altre per sviare il dottore, per ingannarlo intorno alla persona, pur augurandosi che colui indovinasse, perchè il trionfo fosse completo.

Il dottore non aveva indovinato, s'era lasciato facilmente sviare. Nominate due o tre signore, col suo solito sorriso sarcastico, col suo risolino a scatti, s'era subito rassegnato a un'ignoranza che gli pareva conveniente a un gentiluomo.

— Bravo! E lavorerai ora?

— Se lavorerò! Mi sento già diventato un altr'uomo. Da quell'amabile scettico che era, il dottor Anguilleri si restrinse a scrollare la testa:

— Vedremo!

E da allora in poi, ogni volta che tornava a incontrarlo, gli domandava:

— Lavori? Questa famosissima Venere infernale sarà condotta presto a fine? Temo che non t'accada come al protagonista nel tuo libretto. Venere ha ricevuto al dito la tua fede, e le vostre nozze saranno tristi; la leggenda è divinatrice.

Fausto non affermava, nè negava; si limitava a rispondergli con un cenno della mano: