— Bella roba, signore! A scelta, cinquanta centesimi il pezzo.
Mi ero voltato con movimento brusco, quasi egli mi avesse rotto villanamente un bel sogno; ma l'aspetto di quel vecchio con inculta barbetta grigia, che mi sorrideva umile, invitandomi, cogli occhi loschi, alla compra, scancellò subito in me la cattiva impressione ricevuta.
— E quelli lì? — domandai, additando le stampe e i disegni attaccati a uno spago teso da un punto all'altro del muro, sopra il banco dove erano ammucichiati altri disegni e altre stampe.
— Tutti a un prezzo; crepi l'avarizia!
Il vecchio rideva con aria maliziosa, stropicciandosi le mani.
Mi misi a rovistare. Non c'era niente che valesse; pure comprai parecchie cose. Mi pareva che prendere per cinquanta centesimi anche il bel disegno a carbonella pendente dallo spago, fosse un approfittare poco coscienzioso dell'ignoranza artistica del rivenditore; non volevo aver rimorsi.
Tornando a casa intanto avevo negli occhi il barbaglio di sole di quel paesaggio e, per tutto il corpo, il lieve fremito delle sensazioni da esso confusamente ridestate, ma, tuttavia, avvolte da una nebbiolina sottile, che le sfumava come in un fondo di quadro lontano lontano.
Niente è più delizioso di questo stato d'animo che fa sognare a occhi aperti. E per ciò pensavo, trepidante, quale sarebbe stato l'effetto di quel disegno alla luce moderata della mia stanza da studio; temevo di non ritrovare l'incanto da esso prodotto alla luce diffusa della via.
Lo spiegai, lo appoggiai alla spalliera d'una seggiola; lo collocai al sole che penetrava da una delle finestre in quel momento, e mi sedetti lì dirimpetto, un po' distante, socchiudendo gli occhi.
Lentamente, quasi che quella nebbiolina sottile si dileguasse sotto i raggi del sole, il disegno si coloriva, si animava. L'acqua torbida, la sponda giallastra, la torretta scura, la chiesetta col basso campanile, gli alberi, le colline, tutto aveva già ripreso il suo vero aspetto, con qualcosa di più luminoso, di più leggero — direi di più trasparente, se non temessi di eccedere con l'espressione — che la realtà non ha mai. Tutt'a un tratto...