e lascia fare agli altri! Soddisfatta,
come d'un terno al lotto
se dopo una vergogna o una disfatta
a lei tocchi lo scotto.
E così gli risale dal fondo in cuore il sentimento religioso che gli amori, gli errori, la politica, vi avevano sommerso. Egli che ha ingiustamente quasi rinfacciato al Cristo:
Ah, tu, è ver tu saprai
La croce, o Gesù Cristo, ma la donna non mai!
si rivolge a Maria con dolcissimi e lamentosi accenti:
Tu sempre nella luce, o madre pia! Santificata da l'uman dolore Se pur tramonti nella fantasia, risorgerai nel core. . . . . . . . . Sorridi ancora! A noi che non fiorita abbiam la via di rose, ma di spine, e accumulate ne la nostra vita troviamo le rovine,
apprendi, o pia, come si soffra, come vincendo le durezze de la sorte, si arrivi in pace, nel tuo dolce nome, in grembo della morte.
Certamente, qua e là, e talvolta in uno stesso componimento, la forma non è come oggi si dice impeccabile: ma non è mai contorta, forzata per stramba ricerca di originalità, e di imitazione. Rastignac poeta è in tutto e per tutto uguale a Rastignac articolista, cioè uno—non è male ripeterlo—che ha qualcosa da dire e che sa dirlo con sincera efficacia: uno che sente e pensa e soffre e si stordisce e sbaglia e si pente e si martira, come tutti i suoi fratelli del secolo morente; e per ciò qualcuno di questi suoi lirici gridi vivrà più a lungo di parecchi volumi di versi che i figli del secolo morente guardano nelle vetrine dei librai, senza lasciarsi tentare di leggerli.
III.
L'ODISSEA DELLA DONNA¹
¹ Testo e disegni di Tullo Massarani, trascrizioni in penna di Francesco Colombi-Borda, eliotipie Calzolari e Ferrario. Roma, Forzani e C. tipografi del Senato, 1893, Vol. in-folio di pag. XV-420. Edizione di soli trecento esemplari numerati.