Andate, andate! E appesa al chiodo l'umile divisa, e dato un pensier mesto ai morti, alta la fronte, ripigliate l'opera del maglio e de la falce, in mezzo ai forti. . . . . . . . . . . . . . . . . . . E se un giorno…

E non è, non sembra artificio neppure questo mezzo verso rimasto lì, come addentellato d'una strofa che non è potuta sgorgare, o come segno di un gran dolore che non trova lagrime, o come suggestione di propositi di vendetta e di augurii.

E, nella notte, Per via, mentre il poeta, al lume della luna che in alto, su le cattedrali—aureole azzurre spande, vaga col sigaro acceso, pensando di sè e degli altri, e domandandosi:

Chi ha riposo nel sonno? Ne la notte
ad ogni ora che fugge,
Quanta forza in silenzio, ne le lotte
più ignorate si strugge?

ecco, in lontananza, una mandolinata.

Dove passa la gaia compagnia
con le dolci canzoni
par che fioriscan rose ne la via
e sorrisi ai balconi.
. . . . . . . . .
E si perdono i passi e l'ombre e i suoni
lontan, lontano, come
si perderan le nostre illusioni,
la nostra vita e il nome!

Ed egli continua a fantasticare, e il sigaro gli si estingue in bocca; ma l'amarezza delle labbra proviene dal sigaro o dalle cose fantasticate?

Or non più il Gallo
tira la barba al vecchio
Papirio immoto su l'eburneo stallo:
ma gli tira l'orecchio;

e per man d'altri barbari le sfide
risolve e le questioni;
poi, contento di poco, non l'uccide:
lo piglia a scapaccioni.

Buona gente la nuova! In fondo in fondo,
essa pensa ch'è vano
riconquistare anche una volta il mondo,
via con la spada in mano;