Facile vincitor di donnicciuole,

Se pur la fama che ti diè di tanto

Seduttor rinomanza assurda figlia

Non fu d'invisa alle celesti suore

Mente mortal![1] Ma verrà dì (presaga

Mi si agita nel cor la visïone)

Verrà dì che dal tuo scanno usurpato

Ti lancerà pel vuoto aëre un nume

Più possente di te, l'almo, il tremendo,

Il glorioso, ineluttabil Nulla! —