Il favoloso Eroe nel cieco abisso

Come lapillo la gettò rugghiando.

Furor novello d'incessanti applausi

Risuonò da ogni banda: così suole

Per le elvetiche rupi inviolate

Ratto scoppiar delle valanghe il tuono.[7]

Ma a Te non meno che all'Eroe saliva

Il plauso, a Te, che in non mai tocche sponde

Dell'epico universo il piè posasti;

E immensi schiusi continenti all'Arte,