Dalla commozione che rendeva un po' tremula la voce, dal sorriso che le scintillava su le labbra e negli occhi, si scorgeva benissimo che la bionda signorina parlava sinceramente.

—Su, montino in carrozza anche loro—disse don Pietro—c'è posto per tutti. Non può immaginare che piacere mi hanno fatto—soggiunse rivolto al Sindaco e all'Assessore, e aiutandoli a salire in quella dove stava la signora Kyllea.—Qui le autorità! Noi, dottore, nell'altro legno.

Il cancello era già aperto, e le tre carrozze presero la salita, a gara, tra allegri scoppi di fruste e tintinnìo di sonagli.

Lassù, su la spianata davanti al Cottage, don Liddu, (aveva smesso l'albergo per diventare il factotum dell'inglese), che il segno degli evviva a una ventina di contadini schierati in due file davanti a la porta, e miss Elsa saltò giù dalla carrozza, esclamando:

—Voglio essere la prima a prender possesso!

Voscenza benedica!—le disse don Liddu. E le baciò la mano, quantunque miss Elsa tentasse di schivare l'omaggio.

Più tardi, a sera avanzata, preso il babbo sotto braccio, ella lo aveva trascinato fuori, per godere quello splendore di plenilunio che inondava la vallata.

Settefonti si rizzava là di faccia, su la collina, con una povera cinta di casupole lungo il Muraglione. La cima di un campanile sormontava le case; poi, di qua e di là, su la cresta, gli ulivi frastagliavano strane figure sul fondo del cielo d'un azzurro argentato, sparso di rare nuvolette, dietro alle quali tremolavano smorte le stelle vinte dal lume lunare. Un gran stormire di fronde si levava di tratto in tratto, simile a respiro della vallata. Laggiù, per lo stradone, si udiva il rumore dei carri che passavano lentamente; e, vicino, a sinistra, il chiocchiolìo dell'acqua che cascava dai canali nelle vasche, monotona, ininterrotta.—Che delizia!—esclamò miss Elsa, stringendo affettuosamente il braccio del babbo.

—Qui saremo felici! Restiamo fuori ancora un po'. Non sono stanca, non ho sonno… A che pensi, babbo?—domandò, vedendo che questi taceva.

—Penso—egli rispose—che non so se ho fatto bene, impiegando qui tutta la nostra fortuna. La terra è infida, quanto il mare, specie quaggiù.