E si meravigliò che sua figlia manifestasse poca soddisfazione e nessuna gioia per un avvenimento che elevava straordinariamente il valore dei loro terreni.
—Ma sì, babbo, sono contenta perchè tu sei contento…
E gli cinse il collo con le braccia e lo baciò.
Anche dalla signora Kyllea e dall'ingegnere fu notato che miss Elsa non era del solito buon umore.
—Ho un po' di mal di capo… Forse ho fatto la strada troppo in fretta…
Era la prima volta che le accadeva di non essere sincera coi suoi. E quando, dopo cena, si ritirò nella sua camera, quella piccola bugia prese davanti ai suoi occhi tali proporzioni che ella ne fu sgomentata, quasi fosse sul punto di diventare una gran mentitrice, un animo falso, capace di ingannare coloro che più le volevano bene.
In quella solitudine, l'assiduità della vista di Paolo Jenco le era riuscita dapprima attraente—giovinezza ama giovinezza—poi interessante pel carattere di lui così schiettamente siciliano e per l'ingegno e la cultura. Con lui, ella poteva parlare di letteratura e di arte senza timore di vedergli sgranare gli occhi come al dottor Medulla, assiduo anche esso, ma vanitoso, pretenzioso, e che sùbito aveva mostrato le orecchie, cioè si era palesato caldo corteggiatore, mettendo in tutti i suoi atti l'evidente intenzione di dar nell'occhio e scoraggiare il sospettato rivale, Paolo Jenco.
Una volta anzi, tentato di porlo in ridicolo, aveva dovuto pentirsene. Improvvisamente punto sul vivo, Paolo era scattato rispondendogli per le rime; e quella volta miss Elsa non nascose il piacere da lei sentito per la disfatta del presuntuoso ignorante.
Così, a poco a poco, nel suo spirito calmo, nel suo cuore tranquillo, la figura di Paolo Jenco si era insinuata carezzevolmente, senza che la bella inglesina si accorgesse del lavorìo di suggestione che vi veniva prodotto. E quando se n'accorse, in uno di quegli esami di coscienza che era abituata a fare di tanto in tanto con grande severità verso sè stessa, non se ne meravigliò, nè se ne dispiacque.
Si sentiva, s'indovinava voluta bene, con rispettosa gentilezza; e prevedeva che questo sentimento si sarebbe potuto trasformare in amore, se a lei fosse piaciuto d'incoraggiarlo, di alimentarlo dignitosamente, senza ipocrisia e senza calcolo. Si lasciò sedurre dal dolce incanto; o, meglio, scoprì che era già stata sedotta prima di agire riflessivamente. Ormai suo padre diceva spesso: