—Se voleste intanto indicarmi meglio i fondi… Da qui dietro, dal
Muraglione, li avremmo tutti sottocchio.
Uscirono insieme, accompagnati dal canonico; infilarono un vicoletto, poi un altro, e sbucarono su la spianata detta del Muraglione perchè un solido muro a calce, specie di bastioncino, impediva che da quella parte il terreno franasse nella vallata sottoposta.
Laggiù lo stradone provinciale tagliava in mezzo la bassa pianura. Poi i campi sassosi salivano a poco a poco in su, con scarsi alberi di ulivo, finchè non si fondevano con le colline stese in lunga fila, irte e brulle, da settentrione a mezzo giorno, e che il sole vicino al tramonto faceva apparire in tutta la loro arida nudità.
L'inglese indicò con la mano la estensione di terreni che avrebbe voluto comprare, se fosse stato possibile.
—Ma i proprietarii saranno felicissimi di sbarazzarsene—disse il notaio.—Non ne cavano tanto da pagare la fondiaria.
—Eh! Chi lo sa?—obbiettò il canonico.—Mio fratello, per esempio…
Il canonico voleva attenuare l'imprudenza delle parole del notaio.
Pensava che l'inglese doveva aver fatto bene i suoi calcoli; ora non
gli sembrava più uomo da buttar via sbadatamente il denaro. Inglese?
Positivo dunque. Non bisognava lasciarsi imbrogliare.
—Mio fratello, per esempio…—ripigliò dopo breve pausa.
—State zitto; non gli parrà vero di levarsi di torno quella grillaia lasciatagli in eredità dalla nonna.
—Eh! Eh! Andiamo!—conchiuse il canonico, tirando una presa di rapè, stizzito della risposta.