Il cavaliere diè un balzo. Voleva ammazzarlo dunque? O, per lo meno, farlo ammalare per cavarsi il bel gusto di guarirlo?
—Questi scherzi non si fanno, dottore!
—Oh, non c'è pericolo!
Doveva essere così, se il dottore maneggiava la gelatina impunemente; ma egli non si sentì tranquillo, neppure dopo che quegli lo ebbe spruzzato da capo a piedi con la soluzione di bicloruro di mercurio con cui gli aveva fatto lavare e si era lavato le mani pure lui.
Quella notte il poveretto non chiuse occhio.
—Ragioniamo!—diceva a sè stesso.—Questi dottori, questi scienziati sono, su per giù, una manica di ciarlatani. Ce le danno a bere grosse, sicuri che noi ignoranti non possiamo smentirli. Quell'altro professore, ieri, non voleva darmi a intendere che è stata misurata, fino a un millimetro, la distanza dalla terra al sole? Hanno mandato gli ingegneri a misurarla col compasso? Fandonie! Ciarlatanate! E la luce delle stelle che mette dieci, dodici, venti mila anni ad arrivare quaggiù! Hanno forse avuto sott'occhio il passaporto di essa, vistato dai sindaci di là? Fandonie! Ciarlatanate! Ma almeno queste sono innocue. Con la storia dei microbi però… Eh, via! I medici fanno il proprio interesse. Ora, quando non capiscono niente di una malattia, ci spiattellano in faccia: Microbi! E si tolgono ogni responsabilità. Spetta a noi cautelarci, guardarci!… E prima? Il mondo esiste da secoli… La gente, una volta, campava duecento, quattrocento anni. Dov'erano allora i microbi? Domineddio li ha creati a posta oggi, per far il comodo dei medici? Fandonie! Ciarlatanate!… Ma poi… chi sa? Le ho vedute proprio con questi occhi, quelle brutte virgole del tifo! Le chiamano virgole! E fanno fare punto fermo e daccapo, per tutta l'eternità! Belle virgole!
Si voltò e rivoltò sul letto tutta la nottata, ripetendosi a ogni po':—Ragioniamo!—Che voleva ragionare? All'alba non ragionava più, con lo spavento delle terribili virgole addosso.
E che accadeva? Neppure a farlo a posta!
Da lì a un mese, egli si ammalava di tifo!
—Ah, dottore! Siate galantuomo ora; guaritemi, se non volete che io vi maledica morendo!