Milioni! Nell'acqua, nelle erbe, nei panni, fuori e dentro di noi, tra i denti, tra le ugne, negli intestini, nell'aria che respiriamo! Fin in Paradiso! aveva conchiuso quello scomunicato che non credeva a niente più in là dalla punta del suo naso.
Il cavaliere, all'ultimo, aveva scrollato il capo, diffidente, convinto anzi che quegli avesse esagerato a posta, per fargli paura.
Ma un giorno l'infame dottore, trovatolo, per via, lo aveva preso sotto braccio, e lo aveva condotto nel suo studio.
—Volete vedere i microbi?
—Dove sono?
—Qui.
E gli aveva messo sotto gli occhi un tubetto di vetro, con in fondo un dito di gelatina. Postolo a sedere davanti a un tavolino su cui era preparato il microscopio, lo aveva poi iniziato nei misteri dell'invisibile.
—Eh? Vedete come guizzano? Come si agitano quelle virgolette nere?
Sono ingrandite trentamila volte!
—E che razza di virgole sono?
—Microbi del tifo!