—Certissimo.
—Disfa' quel che hai fatto—gli dissi brutalmente.
—Commetterei un delitto, sopprimendo una creatura viva.
Ebbi un altro lampo di speranza:
—Quando facciamo violenza a una legge della natura, spessissimo i risultati, che noi vorremmo ottenere, falliscono.
Mi auguravo che fosse così, per la felicità di quella innocente creatura sacrificata a un esperimento scientifico; per la pace di quel grand'uomo che aveva rapito al cielo qualcosa di più del leggendario fuoco di Prometeo.
Non rifarò il processo; non vi racconterò nemmeno per quali inevitabili circostanze il segreto dello stato anormale della giovine venne scoperto. Scandalo enorme!
Manlio Brozzi ne fu atterrito. Soltanto la giovane rimaneva sempre inconsapevole, credendo a una malattia che poi non la faceva molto soffrire.
Prima che la figlia arrivasse ad apprendere la verità, prima che ella potesse sentire odio ed orrore di suo padre, egli si risolse, finalmente, a distruggere quel che aveva imprudentemente creato. Ma, a questa seconda prova, la giovane non resistette, o piuttosto, resistette tanto, che ne morì come per una qualunque violenza di aborto.
—Mia figlia è morta vergine!—protestò più volte Manlio Brezzi all'udienza.