Sì, egli pensava a questo gran problema sin d'allora, e ne calcolava tutte le difficoltà, come pure tutte le conseguenze nella vita sociale.

—La maggiore difficoltà consiste—egli diceva—nel trasformare, l'elettricità minerale, vegetale e animale in elettricità umana. Ma forse, non è così insuperabile, come sembra a prima vista. Vedremo!

Quand'egli diceva:—Vedremo!—voleva significare che era quasi sicuro del fatto suo. E quattro mesi dopo apprendevo che due esperimenti gli erano riusciti bene: egli aveva fecondato un fiore e un insetto con le elettricità vegetale e animale da lui segregate e imprigionate in speciali apparecchi. Gli rimaneva di fare altrettanto per l'elettricità umana; e non disperava di raggiungere questo intento.

Un giorno—erano passati due anni—egli mi diè il grande annunzio! Confidava il suo segreto a un amico, non sapendo rassegnarsi, per ora, a imitare il barbiere di Mida che si era confidato con una buca.

—Ho fatto l'esperimento su mia figlia, senza che essa sappia ancora di che si tratti.

—Ma, sciagurato!—esclamai.—E non hai pensato a quali orrendi sospetti tu esponi la tua dolce creatura e te stesso?

—Che? Si potrà credere… che un padre… Oh!

Nella sua ingenuità di scienziato, non riusciva a persuadersi che la malvagità umana potesse arrivare fin là!

Ebbi un lampo di speranza.

—Sei tu certo della riuscita dell'esperimento?