—Vuoi dirmi: Sei stato così imbecille?
Sì, ne conveniva, era stato così imbecille; ma non ne era pentito. Aveva visto due felici, e provato la raffinata sensazione di chi, sapendo di aver prodotto una bella e fragile opera, ha pure la convinzione che, volendo, potrebbe sùbito distruggerla con la stessa facilità con cui l'ha prodotta… e se n'astiene unicamente per pietà di essa, non per altro. Quale di quei due era più felice? Colui che ignorava quel che era avvenuto tra moglie e marito? O la donna che si abbandonava tutta alla sua passione con l'indefinito acre piacere d'un pericolo sfidato e non potuto credere immaginario, per quanto il contegno del marito l'affidasse?
Egli non aveva saputo indovinarlo; ma si sentiva felice anche lui. Niente era mutato in casa sua e nei rapporti con quell'amico. La loro intimità anzi, da allora in poi, era divenuta più stretta, più cordiale. Quegli doveva certamente essergli grato della creduta cecità di marito; Bertagni gli era gratissimo della felicità di Lucia…
—Questo sconvolge tutti i tuoi pregiudizi sociali; te lo leggo in viso… ma non importa!—egli esclamò interrompendosi.
Sfido! Quel che avevo udito mi sembrava enorme; rovesciava ogni mia convinzione, ogni mia esperienza psicologica; e intanto colui che seguitava a farmi la incredibile rivelazione parlava con calma, come chi ragiona di cose affatto naturali per lui, pur accorgendosi che non debbano nè possano apparir tali anche agli occhi degli altri.
Finalmente, Bertagni intravede che le parole da lui pronunciate il giorno della confessione di Lucia, sono già sul punto di avverarsi:—Tutto finisce quaggiù! Finirete di amarvi anche voi!—Non aveva però mai pensato al caso che potesse essere lui il primo a finire! Ed ora intuiva qualche cosa che non avrebbe saputo precisare, una lontana minaccia da quella parte; e ne era profondamente turbato.
Una mattina aveva detto alla moglie:
—Che faresti… se lui non ti amasse più?
—Mi ammazzerei!
—Perchè?