Era impallidita, e le lagrime che le tremavano nella voce già le sgorgavano dagli occhi.—Mi hai fatto una gran paura!—esclamò. E lo guardava ancora incredula, ansiosa.

—E allora? domandai io, con vivissima curiosità.

—Non dev'essere lui a finire il primo, no!—

Entratagli in testa questa fissazione, il povero Bertagni non ebbe più pace.

L'amante si era stancato? C'era qualcuna che lo contendeva a Lucia?… Questa relazione però non gli costava niente… Egli era covato tra la bambagia… Ma, spesso, l'uomo si stanca della felicità posseduta senza nessuno sforzo e di cui si stima sicuro… Un'altra? Chi?… Più bella, più buona di Lucia? Oh, voleva vederla!

E cominciò a osservarlo, a spiarlo, a notare ogni mossa, ogni gesto, ogni parola dell'amante di sua moglie, per strappargli il segreto. E a un saluto, a un sorriso, a un complimento rivolto da colui a qualche signora, Bertagni vibrava di indignazione. Non erano furati a sua moglie? Capiva di esagerare: ma, da lì a poco, dovette convincersi che faceva benissimo; la esagerazione lo costringeva a spalancare gli occhi, ad aguzzare lo sguardo, a tendere l'orecchio.

E così ora soffriva lui—Lucia non sospettava affatto, e si lasciava illudere dalle apparenze!—soffriva lui tutte le torture, tutte le lacerazioni, tutti gli strappi al cuore prodotti dalla gelosia allorchè ci si rizzano davanti agli occhi misteriosità terribili, e per poco la nostra intelligenza non si smarrisce tra le tenebre della pazzia!

—Che hai?—gli domandava Lucia.

—Nulla.

—Che ha?—gli domandava anche l'altro.