—Nulla.
E il più profondo dolore del Bertagni era quel turbamento che involontariamente egli doveva cagionare nell'animo della moglie col silenzio, con le reticenze, con l'aspetto rannuvolato; giacchè, per quanto si sforzasse di dissimulare, non sempre riusciva.
—Sai tu qualcosa?… Puoi tu indicarmi qualche traccia? Non essere pietosamente crudele! Parla!—mi disse all'ultimo.—Te ne supplico: parla!
Non sapevo che rispondergli e lo guardavo stralunato.
E mi raccontò che il giorno avanti avea voluto ammonire colui, senz'averne l'aria, fingendo di ragionare intorno a un caso molto simile al suo.
—Il seduttore—gli aveva detto—è vigliacco, se tradisce senza nessuna ragione. Offende due volte la donna amata; prima, rendendola colpevole; poi, posponendola a un'altra che, forse, vale assai meno di quella. Io, marito, se avessi la disgrazia…
—Che discorsi!—lo aveva interrotto l'amico.
—Io, marito,—egli continuò—se avessi la disgrazia… (oh, non tanto pel tradimento—novantanove volte su cento, il seduttore è un amico!—quanto per l'offesa dell'abbandono…) Io marito…
—Che discorsi!—tornò ad interromperlo colui, imbarazzato.
—Io marito, che potrei essere indulgente nel primo caso, sarei proprio inesorabile nel secondo, se mai avessi la disgrazia…