—Perchè?—risposi, rinvenendo dal furore che mi aveva improvvisamente assalito.—Mi sentivo impazzire. Oh, quel cranio! Perdonami! Mi sentivo impazzire.

Capivo l'enormità a cui ero trasceso, e la contristata figura dell'artista che guardava stupito la distruzione da me operata, mi faceva pietà. Ma io rivivevo, io provavo l'immensa gioia della liberazione dall'incubo che per poco non mi aveva fatto perdere la ragione; e stringendo affettuosamente le mani del mio povero amico, gli mormoravo:

—Perdonami!.. Pensa ora al tuo Centauretto; non castigarmi col lasciarlo non finito!

È un gran rimorso. Il Doneglia non ha più ripreso la gentile statuina, e la moderna scultura italiana non può contare, per mia colpa, un capolavoro di più.

CARE PARENTESI.

—Gli effetti sono sempre in giusta proporzione con la causa? Niente di più falso!—disse Bodura—Io, per esempio, devo a un discorso politico dell'onorevol X la più deliziosa ora della mia giovinezza.

Tutti lo guardammo in viso, stupiti di quell'affermazione.

—Capisco!—esclamò Carenga.—Significa che hai fatto così dolce dormita…

—No, rispose Bodura.—Lottai eroicamente col sonno mentre l'onorevole parlava; la delizia venne dopo, inaspettatamente; ed ecco come.

L'onorevole aveva manifestato al Sindaco e ad altri influenti personaggi il desiderio di essere invitato a parlare agli elettori del suo capo-collegio prima della riapertura della Camera; per avere occasione, diceva, di esprimere la sua gratitudine alla città che gli aveva dato il più compatto numero di voti; in realtà, perchè gli premeva di far il suo discorso-ministro. Si prevedevano grandi mutamenti nel mondo politico, qualche cosa di più di un rimpasto ministeriale o della caduta del ministero; ed egli non volea lasciarsi cogliere alla sprovveduta. Predicava, da anni, inascoltato, il suo sistema finanziario; e, in vista della probabile salita al potere della Sinistra, intendeva rammentare ai suoi amici politici:—Un ministro delle finanze? Eccomi qua!—Il 18 marzo era prossimo. Dalla data capirete che si tratta di un avvenimento della mia giovinezza.