Però non si mostrava sempre del medesimo umore con lui. Certe volte mutava da un momento all'altro, dalla dolcezza a un tono brusco.
— Ha i nervi — diceva Giorgio a suo padre.
— Ti senti forse male? — le domandava il barone.
— No; perchè dovrei sentirmi male?
— Giorgio mi ha detto: Cecilia ha i nervi.
La baronessa abbassava la testa e aggrottava le sopracciglia.
Il barone interpretava quell'atto a modo suo: ci vedeva lo stesso dolore che tormentava lui, il desiderio smanioso di quel frutto della loro unione che tardava tanto a venire!
La presenza di Giorgio dovea essere una continua irritazione di quel sentimento, un'offesa, involontaria, alle legittime esigenze di quel cuore! Lo capiva, pur troppo! Ma chi ne aveva colpa?... Ora che suo figlio s'era rimesso in salute, poteva ritornare in collegio. Intanto, c'era ancora da sperare!
Ma quando partecipò la sua risoluzione alla baronessa, questa si oppose:
— Quel ragazzo è ancora sofferente. Perchè tanta fretta di mandarlo via? Volete far sospettare che io, la matrigna, cerco di tenerlo lontano? Le vacanze sono prossime. In ottobre Giorgio si sarà rimesso del tutto...