E tutti e due si affacciarono alla finestra tra increduli e curiosi.
Più di tremila persone stavano accalcate in quel piccolo tratto di via, incatenate dalla curiosità di conoscere i risultati delle indagini dell'autorità giudiziaria, coi visi in alto, verso le finestre del palazzotto Rostentein-Gourny, con le immaginazioni riscaldate dai pochi e contraddittorii particolari che andavano attorno.
Il Maresque si era fermato più volte, prima di accostarsi verso il negozio del Cadolle.
Il biondo indicato dal signor Van-Spengel, rimasto tranquillo per qualche minuto, faceva due passi, poi tre, poi dieci verso la piazzetta Egmont, e spariva senza voltarsi. Il Maresque spariva dietro a lui. Il signor Direttore e l'altra guardia li seguivano a dieci passi di distanza. Più in qua della piazzetta Egmont, Poisson si staccava dal Direttore. Dopo questo, il giudice e il dottore non videro più nulla. La loro sorpresa era immensa.
Il biondo, secondo l'espressione del signor Van-Spengel, si era sentito urtare i nervi della divisa del Maresque ed aveva preso il largo con una indifferenza da ingannare il più astuto.
Sui trent'anni, con lunghi e folti baffi rivolti in giù, occhi cerulei, limpidi ma irrequieti, il biondo era uno di quegli esseri sociali che non si sa mai con certezza a quale classe appartengano.
Indossava, con la eleganza che vien dall'abitudine a una vita molle e disoccupata, un vestito di fantasia, accozzaglia di foggie diverse, dal berretto polacco alla scarpa parigina, dalla giacchetta ungherese al calzone inglese e alla cravatta americana; ma questa accozzaglia non stonava, armonizzata dal suo bizzarro portamento. Nessuno, a vederlo, avrebbe sospettato in quel giovane il menomo indizio di un assassino. Poteva esser preso facilmente per un artista un po' matto.
Dal signor Van-Spengel si erano avute parecchie prove veramente sorprendenti di quella lucida, elettrica intuizione — vero colpo di genio — che distingue l'uomo dell'alta Polizia dal Commissario volgare. Si tratta di sorprendere intime relazioni tra avvenimenti che paiono disparatissimi; d'intendere il rovescio d'una frase, d'un motto o d'un gesto che cercherebbe di sviarvi; di dar grave importanza a certe cose apparentemente da nulla; di afferrare a volo una circostanza da mettervi in mano il bandolo che già disperavate di trovare; lotta di astuzie, di finezze, di calcoli, di sorprese che con la sodisfazione del buon successo compensa l'uomo dell'alta Polizia del suo ingrato lavoro.
Ma qui la cosa andava diversamente. Il signor Van-Spengel, letta la seconda parte del suo lavoro di sonnambulo, vi aveva trovato, negli interrogatorii anticipatamente scritti, i più minuti particolari di quel che poi doveva accadere e si era messo, dirò così, ad eseguire punto per punto il programma della giornata, visto che la prima parte aveva corrisposto così bene.
Svoltando a destra della piazzetta Egmont, il biondo s'era avveduto della guardia, con la coda dell'occhio, e aveva capito che lo pedinava. Allungato il passo, vicino al chiassetto dei Trois Fous, avea tentato un colpo ardito. S'era fermato davanti a un portone e v'era entrato in un lampo. La casa aveva un'altra uscita nella via della Reine. Se poteva essere perduto di vista per venti secondi il colpo gli riusciva.