— La maledico!... — replicò il notaio, scansando la mano della moglie. — Dalla testa ai piedi!...

E si avanzò coi pugni stretti, levati in alto, contro la figlia che rimase là, impassibile, pallida come un cencio, mordendosi le labbra. Donna Rita la prese per le spalle e la spinse in camera gridandole:

— Pazza! Pazza! Farai morire di crepacuore tuo padre!

Infatti, fu proprio miracolo che il notaio non morisse di un accidente la mattina che donna Rita — quasi il cuore glielo presagisse — alzatasi per tempo, andò difilata nella cameretta di Lisa. Visto il letto intatto e non trovata lei colà, cominciò a correre per la casa, dandosi pugni su la testa, chiamando sottovoce: Lisa! Lisa! svegliando le altre figlie, perchè l'aiutassero a cercare dappertutto, prima che il notaio potesse capire di che si trattava. Fortunatamente il notaio dormiva, russando; e il dottor Ballocco, mandato a chiamare in fretta e in furia con la serva, potè arrivare in tempo per dargli lui la trista nuova. Donna Rita si raccomandava.

— Lasciate fare a me! — la rassicurò il dottore.

— Sarà un terribile colpo!

— Lasciate fare a me!

Ed entrò nella camera del notaio, che aperse gli occhi allo scricchiolare dell'uscio, meravigliato di veder lì, a quell'ora, il suo amico che soleva venire da lui soltanto per qualche visita da medico.

— Chi sta male?

— Nessuno. Non ti spaventare... Cose che accadono!... — si lasciò scappar di bocca il dottore.