— Quali cose?

E il notaio, tossendo, si rizzò a sedere sul letto.

— Quali cose!... Quali cose! Niente... Lisa... è scappata... ecco!... Col figlio di Caniglia!... Giacchè vuoi saperlo! Ecco! Meglio che tu lo apprenda subito. Eh? Eh? Non fare il ragazzo!

Il povero notaio si era rovesciato, smorto smorto, sui cuscini.

Il colpo era stato così forte e così inatteso che lo aveva istupidito.

— Benissimo! — egli diceva (la voce però gli tremava). — Una di meno! Si starà più larghi!... Con la scala di legno? Dalla parte dell'orto? Benissimo!... Io le avrei aperto il portone a due battenti, se avessi saputo... Si starà più larghi!... E la sua camera rimarrà chiusa per sempre... Quella figlia è morta! Nessuno qui deve nominarmela! È morta; per me e per tutte, capite? Ora si chiama Caniglia, non più Barreca! Già l'avevo maledetta!... E torno a maledirla!... Vi dispiace? (S'era rivoltato contro la moglie, a un gesto di orrore di lei). È morta e sepolta... Che si credono? Che mi lascierò intenerire? Che darò la dote? Ha fatto male i suoi conti il signor Caniglia!... Chi vuole andarsene, se ne vada! Tu, donna Rosa, col tuo Bacarella! Tu, donna Clementina, col tuo Rumasuglia!... Mie figlie sono soltanto quelle che mi rispettano e mi vogliono bene. Chi vuole andarsene, se ne vada; l'uscio è lì. Chiamatemi un prete; voglio far ribenedire la casa! Questa è casa maledetta!...

Donna Rita e le figlie piangevano zitte zitte, col fazzoletto agli occhi, come se davvero fosse morto qualcuno in quella casa nuova che aveva sconvolto le teste delle ragazze, prima così timide e così savie!... Donna Rita se la prendeva con la casa anche lei; anche lei stimava necessario farla ribenedire da cima a fondo!

In pochi mesi, il notaio sembrava invecchiato di dieci anni; donna Rita, peggio. Ora egli passava lunghe ore nell'orto, badando alle zucchine che vi aveva piantate in un angolo e che venivano a meraviglia; al pergolato che metteva tralci nuovi e pampini da coprire l'incannucciata e non lasciar passare un raggio di sole; alle nespole del Giappone, che ingrossavano penzolanti a gruppi dai rami. E donna Rita badava a recitar rosari e a raccomandarsi alla Madonna e a tutti i santi del paradiso, perchè guardassero loro le sue figliuole, mentre invece avrebbe dovuto guardarle lei e avvedersi che Rosa e Clementina avevano già ripreso a civettare più accanitamente di prima.

Pareva volessero protestare in quel modo contro la vita da monache a cui erano condannate. Dopo la fuga di Lisa, casa e chiesa, chiesa e casa; messa tutte le mattine; mai una passeggiata, mai visite ad amiche. E le ragazze si sfogavano telegrafando disperatamente dalle finestre, scendendo giù nell'orto prima dell'alba per trovarvi qualche biglietto lanciato su dallo stradone con un sasso avvolto in un pezzo di giornale, e lanciando allo stesso modo le risposte dalla finestra, con meravigliosa destrezza.

Rumasuglia insisteva con Clementina: