Per ciò si sentì trafiggere il cuore, e pianse un'intera giornata, la volta che il bambino tornato da scuola le domandò:

— È vero che voi non siete la mia mamma?

— Chi ti ha detto questo?

— De Marco, il figlio del pastaio.

— Digli...

Ma si fermò; e le parolacce che voleva fargli rispondere le borbottò lei tutta la giornata, bevendosi le lagrime, mordendosi le labbra dalla rabbia. E andò a fare una scenata al pastaio, perchè insegnasse l'educazione al figlio.

— Lasciali dire! — le ripeteva il marito. È tutta invidia... Lo vestiremo da angiolo per la Festa dei Pastori, la prossima domenica di maggio. Don Antonio, il poeta, mi ha detto che gli darà una bella parte da recitare.

E quel giorno marito e moglie credettero di toccare il cielo col dito. Don Carmine, il sagrestano, vestito il ragazzo con la corazza di carta argentata e appiccicategli alle spalle due belle ali di cartone dipinto, gli metteva in testa l'elmo dorato.

— Guardate qui, zi' Cola!

Rosa lo mostrava, tenendolo in braccio, al vecchio contadino brontolone che passava le giornate seduto davanti la porta di casa sua, dicendo male di questo e di quello, non stando zitto un solo momento; per ciò lo chiamavano: Zi' Parla-Parla!