— Andrò io con lui. Che farà altrimenti? Si troverà sperduto.

— Ha tredici anni; farà come gli altri — conchiuse il marito. — Ho un compare a Caltagirone; lo affideremo a lui.

Sognavano la felicità futura, la prossima premiazione. Rosa voleva fare un bel pranzo quel giorno, e invitare anche qualche vicina, e mandare pane, vino e carne alla povera comare Stella che periva di fame con tanti figliuoli; non dovevano esser felici loro soli.

Ma fu appunto quel giorno che il postino venne a dirle:

— C'è una lettera raccomandata per vostro marito. Venite all'ufficio con qualcuno che possa far la firma per lui che non sa scrivere.

— Una lettera?... Di chi?

— Che volete che ne sappia?

Il caso era così insolito, che la povera donna pensò subito a qualcosa di cattivo. E si buttò lo scialle indosso e corse all'ufficio postale mezza stralunata.

— Una lettera? Di chi? Non abbiamo parenti, nè prossimi, nè lontani!

E quando l'ufficiale postale gliela consegnò, ella la voltava e rivoltava; quei cinque sigilli di ceralacca rossa le sembravano una stregoneria.