— L'apra, la legga lei — disse all'ufficiale postale.

Le tremavano mano e voce nel porgergliela. Se lo divorava con gli occhi, ansiosa, con un groppo alla gola senza sapere perchè, mentre colui scorreva le quattro pagine fitte del foglio, scotendo la testa quasi leggesse cose strane.

— È del padre — disse finalmente l'ufficiale postale, supponendo ch'ella dovesse sùbito capire.

— Quale padre?

— Del padre del vostro trovatello. Dice che viene a riprenderlo. Sposa la madre, lo riconosce... È Giudice di Tribunale... Vi compenserà di tutte le spese... Arriverà fra otto giorni!...

Rosa gli spalancava gli occhi in viso, pallida come un cencio lavato, incredula, aspettando che colui le dicesse: Vi ho fatto un brutto scherzo. Ma quegli insisteva, ripetendo:

— Vi compenserà di tutte le spese.

Ella era istupidita; aveva una gran confusione nella mente, e il cuore le batteva violentissimo nel petto, quasi stesse lì lì per scoppiarle. Possibile? Riprendere il bambino? Fra otto giorni?... E la legge? E la giustizia? No, non era possibile!

— Ha letto bene, voscenza? — balbettò.

— Fatevela leggere da un altro!