Un'idea, una grande idea gli era balenata tutt'a un tratto nella mente, e se n'era sentito sùbito invasare. E sorrideva, crollando il capo, stropicciandosi le mani, andando su e giù per la stanza; e si accendeva sempre più, di mano in mano che l'improvvisa rivelazione gli si schiariva davanti.
Il notaio Pitarra e gli altri stavano a guardarlo, muti, meravigliati, aspettando che il cavaliere parlasse.
— Chiamatemi Cipolla! — egli disse finalmente.
E Cipolla, factotum di casa Li 'Nguanti, che era di là a raccontare, a modo suo, alla signora e alla signorina le peripezie di quella giornata campale, accorse sùbito e si fermò su l'uscio, facendo, per abitudine, il saluto militare:
— Comandi.
— Tu che sei stato caporale... Ecco... Io penso... Quanti siete in paese i militari in congedo?
— Centinaia, eccellenza.
— Bene. Sappi dunque che dobbiamo fare Il Fascio dei Reduci... Capisci?
Il notaio Pitarra e gli altri applaudirono.
— Sì, un Fascio tutto cosa nostra, come sono del partito avverso il Circolo degli Agricoltori e il Circolo degli Operai...