Mariangela, che badava alle faccende di casa sotto gli ordini della madre, ogni volta che trovava accanto all'uscio della camera del padre la fiasca vuota, si presentava con essa in mano alla baronessa.
— In tre sole nottate, una fiasca!
— Olio e tempo sciupato! — esclamava dolorosamente la baronessa. — Dio lo faccia ravvedere! La Madonna lo illumini!
Ma nessuna di esse e nessuno dei tre maschi avrebbe osato ripetere in faccia al padre: «Olio e tempo sciupato!».
Poi, una sera, durante la cena, la baronessa Fidenzia aveva chiesto, insolitamente, al barone notizie della lite per Cento-Salme. Il barone l'avea guardata in viso, meravigliato del tono un po' ironico della voce di lei, e aveva risposto seccamente:
— Tutto va bene!
La baronessa avea replicato:
— Dobbiamo ridurci all'elemosina? Non parlo pei maschi, che potranno pensar loro a cavarsi d'impaccio; parlo per queste due sante creature, sacrificate qui...
— Penso per tutti! Ho pensato sempre per tutti! Consumo la mia vita per tutti!... Non mi diverto a caccia io!... Non mi spasso col tornio io!... Non sto a leggiucchiare libricciatoli io!... Lavoro giorno e notte, per tutti! E, per ora, il padrone qui sono io e comando io... Voglio che si sappia e si tenga a mente!
Il barone aveva pronunciato queste parole con voce repressa, alzandosi lentamente da sedere mentre parlava; e voltate le spalle alla tavola, era uscito dalla sala da pranzo accigliato, un po' pallido, ma convinto che quella dispiacevole scena non si sarebbe più ripetuta.