Il telegramma invece arrivò quella stessa sera dal paese:
«Quarinta sta molto male, con una polmonite! Venite subito».
— Ah! queste benedette figlie! — esclamò donna Mita, torcendosi le mani, quasi la povera Quarinta si fosse ammalata a posta per farle un dispetto in quel punto.
Fu un gran colpo! Le parve che la casa si fosse vuotata, che con Quarinta le fosse venuta meno l'aria, la luce, tutto! E non poteva guardare nè sentire Rosa che la esortava a rassegnarsi alla volontà di Dio! In quei primi giorni di dolore si sentiva diventata turca, com'ella diceva: Non c'erano più per lei nè Madonna, nè santi. Aveva pregato, aveva fatto dire tre messe, aveva promesso una collana d'oro alla Madonna degli Ammalati, un paio di orecchini a Santa Agrippina!... Niente! La Madonna era rimasta sorda; Sant'Agrippina più sorda ancora!
Rosa si turava gli orecchi udendola parlare a quel modo e scappava per chiudersi nella sua cameretta.
Ma c'era da occuparsi degli affari: notificare a quello scellerato di don Basilio la sentenza, spogliarlo, come si meritava, di tutto il mal tolto; donna Mita così si rabboniva, riprendeva la sua attività. E parlando con Rosa si dichiarava più rassegnata alla volontà di Dio; doveva però rassegnarvisi anche lei. Rosa non la intendeva a quel modo, e glielo fece capire col silenzio.
Povera donna Mita! Che le importava ora di aver vinto le liti e d'essersi messa in possesso del palazzo Cuti, delle terre, dei giardini di aranci? Per chi aveva lavorato, stentato? Per la scellerata, disonore della famiglia e pel villano di suo marito, poichè quella stupida di Rosa si ostinava a rimanere monaca di casa e non pensava più al mondo?
— Non voleva saperne delle persone di questa terra! Si era sposata con Gesù!
Dove? Quando? Chi era stato il sindaco che li aveva sposati, chi era stato il parroco che li aveva benedetti? Se il Signore si era presa Quarinta — la migliore, la più buona delle figlie! — voleva dire che destinava tutto per lei, Rosa: palazzo, terre, giardini! Era dunque d'accordo con la scellerata, e col villano, per riempire la pancia a loro con tutte le sostanze dei Cuti? Era dunque d'accordo?
Rosa, che aveva preso il nome di suor Veronica, non rispondeva niente; e usciva di casa per la messa o pel vespro, e andava a raccomandarla al Signore, o a raccontare tutto al confessore e a pregarlo di parlare lui con la madre perchè la lasciasse tranquilla.