Tutti i giovedì e tutte le domeniche egli arrivava in casa mia con un gran rotolo di manoscritto. Il Lenzi e il Bissi lo prendevano in giro spietatamente; gli davano senza cerimonie dell'asino e del cretino; ma egli non se ne offendeva. Spiegava il manoscritto sorridendo, lasciava passare la sturata dei motti pungenti, delle sanguinose ironie, e cominciava a leggere. Notavo che, alla fine, egli riusciva sempre a farsi ascoltare e discutere.

—Via, ditemelo francamente: non c'è male, mi pare. Questa volta l'ho imbroccata.

Non l'aveva imbroccata affatto. Io stupivo, riflettevo come mai non si accorgesse della miseria dell'opera sua, che il Lenzi e il Bissi gli analizzavano punto per punto, riducendogliela in minuzzoli, polverizzandola.

—E non parlo delle sgrammaticature!—conchiudeva il Bissi.

—Sgrammaticature poi! È un po' troppo!—egli protestava ridendo.—Lo dite per farmi arrabbiare. No; questa volta l'ho imbroccata!

E andava via con tale convinzione, annunziando tronfiamente che preparava un volume di versi giovanili, editi e inediti, per mettere in evidenza il proprio nome, per forzar la mano al pubblico. Aveva già trecento abbonati; le spese di stampa erano coperte. I guadagni sarebbero venuti dopo.

Il Lenzi e il Bissi parlavano anch'essi del loro avvenire, ma entravano nella mischia, nella lotta per la vita, ben altrimenti preparati ed armati.

Il Lenzi, studiando diritto, mirava alla deputazione, o alla diplomazia; avrebbe scelto quando fosse arrivato il momento opportuno; non disperava di diventare, un giorno o l'altro, ministro del regno d'Italia. Intanto, per rifarsi dell'aridità degli studi scientifici, si divagava con studi d'arte; li stimava valevoli mezzi, armi poderose, anche per un uomo politico.

Il Bissi, invece, odiava la politica, regno delle mediocrità, secondo lui, della volgarità, della materialità. L'attuale decadenza degli ingegni e dei caratteri non si doveva tutta ad essa? E non leggeva giornali quotidiani, viveva chiuso nel suo mondo estetico, ambizioso soltanto di guadagnarsi un bel posto nel gran movimento di rinnovazione artistica, che affermava prossimo a rivelarsi. In questa nuova fase della vita italiana, egli voleva trovarsi alla testa del movimento…. o tirarsi un colpo di pistola. Non cercava vie di mezzo; e si preparava benissimo anche lui.

Io soltanto non scorgevo nessun avvenire per me.