E dopo aver guardato un momento, gridava a uno dei sarchiatori:
—Ehi! Pietro!… Corri, va' a vedute che cosa avviene nella fattoria dei Contardi…. Correte in due, in tre, per dar soccorso se mai!… Vado io, sarà meglio. Il fumo aumenta!…
—L'accompagno.
Stentavo a tenergli dietro. La fattoria dei Contardi distava dalla villa mezzo chilometro. Don Luca scavalcava viottole, improvvisava scorciatoie, saltava fossati, lasciando indietro me, i contadini, che pure correvano vedendo correre il loro parroco a cui volevano bene.
Ora si sentiva il crepitìo delle fiamme, e un grido invocante aiuto. Era la voce di un ragazzo che strillava, piangendo, spaventato, davanti a la casa che bruciava.
Bruciava da tutte le parti con terribile impeto. Globi nerissimi di fumo uscivano dalle finestre e dal tetto, lingue di fuoco vibravano tra il fumo, alimentate dal vento che sembrava vi soffiasse su con maligna violenza.
Al nostro arrivo, don Luca interrogava il ragazzo, s'interrompeva per chiamare i contadini che non rispondevano, tornava a interrogare quel poverino, guardiano di una mucca, e non riusciva a ottenere risposte concludenti.
—I tuoi padroni dove sono?
—Non lo so!
—Non li hai visti questa mattina?