—E lei ha sbagliato uscio!

Ora, ripensandoci, riconoscevo quanto avesse ragione quel vecchio prete che vestiva la zimarra, portava il tricorno, ma più non diceva messa e più non recitava l'uffizio.—Domani te ne avvedrai!—Sì: il mio orgoglio, quel sogno di grandezza che mi aveva fatto e mi faceva tanto soffrire, proveniva da lui, dalle teoriche del suo Maestro fermentatemi nella mente senza che io me ne avvedessi, commiste e confuse con tante altre idee di opposta natura.

Povero vecchio! Se sapesse il gran male che mi ha recato, certamente senza sua colpa. Egli aveva trovato modo di vivere, con lo spirito, in quella che per lui era la vera realtà; e col corpo, in questa nostra misera realtà apparente. Amava il vino, la buona tavola abbondante, tutti i piaceri dei sensi, con ampia conciliazione, a cui forse serviva di tramite la pipa corta, di radica. Dalla materia, il fumo del tabacco lo trasportava via nell'ideale. È morto d'indigestione.

Lo avevo dimenticato. Quel suo ritornello:—Figliuolo mio, hai sbagliato secolo!—me lo aveva reso antipatico. E quel suo:—Domani te ne avvedrai!

Me ne avvedevo, infatti, dopo sei o sette anni; e in quali circostanze!

Ogni volta che io sognavo, mi piaceva indagare da quali impressioni recenti o remote il mio sogno fosse stato prodotto. E quando giungevo a scoprirle, la maraviglia che sentivo per la strana creazione incosciente spariva a un tratto. Quando non arrivavo a rinvenire nessun elemento del mio sogno, in guisa che esso mi appariva come qualcosa di reale, fuori di me, quasi visione di cose di un altro mondo, la maraviglia e il piacere rimanevano intatti.

Il giorno in cui si presentò alla memoria la figura del vecchio prete hegeliano, io provai la stessa delusione che pei sogni di cui giungevo a scoprire gli elementi. Rimasi stupìto accorgendomi della influenza delle sue idee su la mia vita, e sentii un acuto dolore, quasi una mano spietata ma benefica mi avesse strappato, in quel punto, un pezzo di carne viva dal cuore. E mi parve di esser tornato in pace con me stesso e con gli altri.

IX.

Il giorno dopo dissi a mia madre:

—Consigliami; che cosa vuoi che faccia? Ti obbedirò ciecamente.