—Che cosa?
—Un gran capolavoro!
—Hai ragione, Roberto s'inganna; non sei modesto. Mi piace. Le persone modeste sono sempre mediocri. C'è pure una modestia che è gran vanità. L'orgoglio, invece, mi sembra una forza. Sei orgoglioso tu!
—Oh, sì! Di te, di qualcosa che dee venirmi da te.
Avrei voluto ch'ella mi avesse risposto:
—Rallegrati! Già lo sento agitarsi nelle mie viscere.
Invece, otto mesi dopo, la confidenza, attesa con impaziente e smaniosa ansietà, tardava ancora!
Neppure le distrazioni del viaggio di nozze avevano attenuata la indefinita paura di un terribile disinganno che mi rendeva nervoso e malinconico.
In certi giorni, al vederla serena, tranquilla, senza nessuna preoccupazione di quel che, secondo me, avrebbe dovuto essere il suo costante pensiero, sentivo un sordo dispetto contro di Fausta, quasi ella fosse venuta meno alle sue promesse, a un giuramento; quasi il grand'evento fosse stato in ritardo unicamente per colpa di lei. Sbuffi momentanei che mi rimordevano subito.
E mi sforzavo di sorridere, di mostrarmi lieto.