—Sta' tranquillo! Tutto procede regolarmente!

Com'era lenta la crudele Natura!… Le ore mi sembravano secoli. Le lancette dell'orologio a pendolo si erano dunque fermate?

E nei momenti di tregua, quando all'orecchio ansiosamente intento non arrivava nessun grido, io pensavo:—Eccolo! Eccolo!—E mi sembrava che il miracolo valesse bene tutti gli strazi della madre e miei, e che quanto più essi erano maggiori, tanto più grande e più stupendo sarebbe il risultato che stava per essere prodotto.

Mia madre si fermò su l'uscio, esitante. Aveva su le labbra qualcosa che avrebbe voluto essere un sorriso e che mi parve subito l'anticipazione di tristissimo annunzio.

—Mamma!…—gridai.

—Fausta sta bene,—rispose.

—E….—feci senza aver forza di proseguire.

—Rassegnati, Dario!… È una bambina!

Ripensandoci sento di nuovo l'urlo bestiale che mi uscì dalla gola; sento l'urlo, la violenza del colpo che mi piombò sul capo quasi avessero tentato di atterrarmi con una mazzata! E mi lasciai cascare, sbalordito, sur una seggiola, coprendomi il viso con le mani, sussultando, smaniando, con uno sgorgo di odio nel cuore contro la innocente creaturina che distruggeva in un istante il mio superbo sogno di tanti mesi, quasi ella avesse fatto ciò con malvagia intenzione, povera creaturina innocente!

XV.