SPIRITISMO?
A SALVATORE FARINA.
Abbiamo tante e tante volte ragionato insieme di Spiritismo, tu da credente, con molte riserbe e cautele, attirato più dal misticismo della dottrina spiritica che dal meraviglioso delle communicazioni o delle apparizioni, io da curioso, da dilettante che ha tentato e provato e non ha perduto la voglia di ritentare e riprovare; ne abbiamo ragionato insieme tante volte, che ora ti dovrà parere naturalissimo il vederti indirizzata in pubblico una lettera colla quale si vuol sottoporre al giudizio delle persone competenti alcuni fatti e alcune ipotesi meritevoli, mi pare, di considerazione e spiegazione.
Non è poi male che il pubblico sappia come si possa essere di differentissime opinioni letterarie e combattere in due campi opposti, senza che per tal caso venga meno e la vicendevole stima per le opere dell'ingegno e il mutuo affetto per le persone. È un bel pezzo che noi ci vogliamo bene; ed oggi son lieto di confermartelo in faccia a questo magnifico sole che inonda, mentre scrivo, le mitologiche campagne di Mineo.
Voltando un po' la testa veggo stesa laggiù la vasta pianura e, intorno intorno, le colline che Diodoro disse luoghi degni della maestà degli Dei; e veggo riluccicare come uno specchio il piccolo lago dei Palici, figli di Giove e di Talia, dove fu un tempo la placabilis ara cantata da Virgilio, da Ovidio, da Claudiano. La campagna comincia a rivestirsi del verde-smeraldo dei seminati; i mandorli fioriti spandono ad ogni leggiero soffio di vento una nevicata di petali dai rami nudi di foglie; e, al tepore primaverile diffuso per l'aria fulgidissima, i passeri celebrano sul tetto di casa mia i loro primi amori, assordandomi coll'interminabile cinguettìo.
Quando la natura è così bella e così allegra, si prova un gran bisogno di dar qualche sfogo agli affetti gentili, ai sentimenti elevati; e questa volta io voglio soddisfarlo col rivolgermi a Te nell'imprendere a ragionare di un problema psicologico letterario che mi frulla in testa da più di un anno.
Nel giugno del 1882 scrissi sul Fanfulla della domenica le seguenti righe:
«La Revue politique et littéraire ha un articolo del signor Léo Quesnel intorno alcune pubblicazioni spiritiche inglesi dell'anno presente.
Mentre in Francia si crede che lo spiritismo sia morto e sepolto, in Inghilterra, in America ed anche in Germania vien fatta una quantità così straordinaria di pubblicazioni, in volumi, in opuscoli e in opere periodiche riguardanti lo spiritismo, da provare anco ai meno corrivi che dev'esserci un estesissimo numero di compratori e di lettori, se c'è non solamente chi le scrive, ma chi trova il suo tornaconto nel farsene editore.